Assad, l’Europa sostiene il terrorismo

“I paesi occidentali hanno sempre creduto che il terrorismo sia l’asso che possono tirar fuori dalla manica e usare di tanto in tanto”. Il prezzo da pagare è l’emergenza profughi, che si risolverà se l’Europa “smette di sostenere i terroristi”.

Si può essere tristi per la morte di un bimbo in mare e non per le migliaia di bambini uccisi dai terroristi in Siria? Se lo è chiesto il presidente siriano Bashar al-Assad, commentando con i media russi il dramma dei profughi che attraversano il Mediterraneo e puntano il dito contro l’Europa, per il suo presunto “sostegno al terrorismo”, che alimenterebbe il flusso di profughi.

E’ un’intervista a tutto campo quella che, da Damasco, Assad ha rilasciato ai media della Russia, paese amico del suo regime. “Sappiamo che la Turchia sostiene il Fronte al-Nusra e l’Is – dice – fornendo loro armi, denaro e volontari. Ed è risaputo che la Turchia ha rapporti stretti con l’Occidente. Erdogan e Davutoglu non possono fare una sola mossa senza coordinarsi innanzitutto con gli Usa e poi con gli altri paesi occidentali”. “Al-Nusra e l’Is – ha proseguito – operano con una tale forza nella regione, sotto la copertura dell’Occidente, perché i paesi occidentali hanno sempre creduto che il terrorismo sia l’asso che possono tirar fuori dalla manica e usare di tanto in tanto”. Il prezzo da pagare è l’emergenza profughi, che si risolverà se l’Europa “smette di sostenere i terroristi”. Assad si dice comunque pronto a cooperare con qualunque paese che, nella regione o in Occidente, sia sinceramente intenzionato a combattere il terrorismo. “Non poniamo veti rispetto ad alcun paese”, ha detto, criticando tuttavia gli Stati che partecipano alla coalizione internazionale guidata dagli Usa. “Da quando la coalizione ha cominciato a operare – ha detto – l’Is ha allargato il suo territorio”. Sul piano interno, Assad si è detto pronto al dialogo “con tutti, a eccezione di Is, al-Nusra e altri gruppi simili” che “fondano la loro dottrina sul terrorismo”.
Al momento, assicura il capo del regime di Damasco, “non c’è un singolo coordinamento o contatto tra il governo siriano e quello degli Stati Uniti o tra l’esercito siriano e quello degli Stati Uniti”. False quindi, a suo dire, le notizie su un coordinamento in corso tra la coalizione internazionale anti-Is e il suo regime, diffuse da alcuni media occidentali. Assad ha parlato poi dei paesi amici. L’Iran, ad esempio, sostiene il regime siriano dotandolo di “equipaggiamenti militari”, ma senza “inviare un esercito o forze armate in Siria”. “L’Iran sostiene la Siria e il popolo siriano – ha detto. – Sta dalla parte dello Stato siriano politicamente, economicamente e militarmente. Quando dico militarmente non vuol dire, come sostengono i media occidentali, che invii un esercito o forze armate in Siria. Questo non è vero. Invia equipaggiamenti militari e ovviamente c’è unoscambio di esperti militari tra Siria e Iran. Questo è sempre successo ed è naturale che questa cooperazione aumenti in tempo di guerra”. Assad ha denunciato poi un certo accanimento dell’Occidente e dei suoi media nei suoi confronti. Per spiegare la situazione, ha fatto l’esempio della Russia. Dopo la crisi ucraina, il presidente russo Vladimir Putin, “da amico” dell’Occidente, è stato trasformato dai media europei in “nemico ed è stato dipinto come uno zar” e un “dittatore”. “Quello che accade in Siria è simile a quanto è successo in Russia”, ha detto denunciando la “propaganda europea”. Infine una risposta a quanti chiedono la sua uscita di scena. In Siria, ha detto, “il Presidente prende il potere attraverso il popolo e le elezioni e, se lo cede, lo fa attraverso il popolo. Non va via come risultato di una decisione americana, di una decisione del Consiglio di Sicurezza, della conferenza di Ginevra o del comunicato di Ginevra. Se il popolo vuole che resti, resta. Se il popolo lo respinge, deve lasciare immediatamente”.

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