FMI: Priorità Italia, il risanamento dei conti

Il Fondo monetario internazonale FMI ha previsto, nel recente  World Economic Outlook con riferimento all’Italia, un rialzo della stima del Pil  ma anche la preoccupazione per l’incertezza post elettorale. 

Nel nostro Paese – così come in altri Stati alle prese con un voto imminente o con lo scenario post elettorale – “l’incertezza politica crea rischi nell’implementazione delle riforme” con la possibilità anche di “revisioni delle politiche”, il FMI  segnala come “la fiducia e il sostegno popolare alle riforme possono essere anche minati da una governance debole e da corruzione su vasta scala”, con ripercussioni sull’attività economica.

In Italia, così come in Spagna, “l’elevato livello del debito e i trend demografici sfavorevoli richiedono un miglioramento del saldo primario strutturale per porre il debito in un percorso discendente” ancora il Fondo monetario, evidenzia come “nell’area dell’euro, diversi paesi hanno esaurito il proprio spazio fiscale e dovrebbero procedere a un consolidamento favorevole alla crescita”.

Christine Lagarde direttore FMI

A proposito di prodotto interno lordo il Fondo ha inoltre rialzato nuovamente la stima sul Pil italiano per il 2018, portandola all’1,5% con un ritocco all’insu di 0,1 punti rispetto alla previsione del gennaio scorso. Il dato contenuto nel World Economic Outlook rappresenta un incremento di 0,4 punti rispetto alla stima fatta nel World Economic Outlook di ottobre 2017.

Secondo Il Fondo monetario internazionale nel 2018 “alcuni paesi – come l’Italia o il Canada – dovrebbero mantenere una politica di bilancio neutrale, per poi riprendere il consolidamento nei prossimi anni”. Nel Fiscal Monitor  il Fond monetario insiste  che per l’Italia “la priorità dovrebbe essere l’avvio di un consolidamento fiscale credibile e ambizioso per porre il debito su un solido percorso discendente”. La base di questo processo dovrebbe essere – aggiunge il Fondo – “il taglio della spesa primaria corrente, ll sostegno alle fasce più deboli, l’aumento degli investimenti e la riduzione del carico fiscale sul lavoro, con un ampliamento della base imponibile e uno spostamento” verso la tassazione delle ricchezze e degli immobili e dei consumi.

il Fondo evidenzia per il nostro paese un incremento della spesa pensionistica che, anche alla luce dell’invecchiamento della popolazione, dovrebbe spingere “la spesa pubblica a sostenere la crescita della forza lavoro attraverso un aumento dell’accesso all’apprendistato”.

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