Apatia tra i giovani elettori europei

La necessità di un'Europa forte e unita non è mai stata più grande. Ma l'entusiasmo per il progetto europeo non è stato mai cosi debole tra i giovani europei

I giovani europei che dovrebbero votare sul  futuro dell’Europa, sono oggi apparentemente concentrati sugli episodi finali del “Game of Thrones” il Trono di Spade della HBO. Secondo un recente sondaggio in Francia, circa tre quarti degli elettori di età compresa tra i 18-24 anni non intendono utilizzare il loro privilegio democratico nelle elezioni del Parlamento europeo di questa settimana. Il quaranta per cento non sapeva nemmeno che le elezioni si stavano svolgendo.

L’elezione del Parlamento europeo di questo mese è ampiamente considerata un punto di svolta che deciderà il destino dell’Unione europea. 

Come convincere i giovani che le loro possibilità di godere della pace e della prosperità di cui hanno beneficiato i loro genitori e i loro nonni possono dipendere da una sola elezione? I giovani di oggi hanno conosciuto solo la libertà; i riferimenti storici al Checkpoint Charlie (il più famoso dei valichi di frontiera della Guerra Fredda tra Berlino Est e Berlino Ovest) sono troppo distanti e astratti per poterli influenzare. In assenza di esempi evidenti di oppressione, l’unico modo per spiegare loro la libertà è descrivere la sua assenza. La stessa sfida vale per la pace. Sì, è l’assenza di guerra, ma cosa significa questo per chi non ha mai sperimentato il bombardamento?

In assenza di una soddisfacente pedagogia della libertà e della pace, i giovani sono rimasti delusi da un misto di indifferenza e rifiuto assoluto del progetto europeo. Di recente Dominique Moisi,fondatore dell’Istituto francese di relazioni internazionali, durante una lezione sul tema delle elezioni, ha rilevato che  il numero di persone che hanno partecipato alla sua conferenza sulla geopolitica è stato un decimo di quello di tre anni fa. A quanto pare, i giovani in questo mese erano più concentrati sul 20 maggio, la data di trasmissione europea per il finale della serie televisiva Il Trono di spade, piuttosto che  sul 25 maggio, data delle elezioni europee. Sostiene il prof. Moisi : “Quando ho sottolineato che questa inversione di priorità denota un profondo decadimento politico ed etico da parte dei giovani, alcuni degli studenti che si sono presentati hanno risposto piuttosto brutalmente. Mi hanno sfidato a spiegare perché a qualcuno dovrebbe interessare una recita mediocre con cattivi attori ”. Perché, mi hanno chiesto, stavo difendendo una “utopia morta” quando è in gioco la sopravvivenza del pianeta stesso? In questi termini, la difesa della democrazia rappresentativa, o addirittura della pace, diventa una preoccupazione giunti secondaria”.

Come siamo giunti a questo punto? Innanzi tutto, l’Unione Europea attuale soffre di una serie di sconnessioni e di errori – per non parlare del fallimento del suo “motore franco-tedesco”  di cui  la coscienza pubblica è consapevole. C’è un forte divario tra ciò che l’UE doveva essere all’inizio e ciò che è diventata.

Dopo la seconda guerra mondiale, il mantra europeo era “Mai più” e la riconciliazione franco-tedesca è stata la chiave. Ma ora, la ragion d’essere dell’UE è un mix di obiettivi esterni e interni. Quando è stato lanciato il progetto europeo, affrontare minacce ecologiche come il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità non era – e non avrebbe potuto essere – concepito come una priorità. Ma ora, la battaglia ecologica è quasi già stata persa. Nei decenni passati la sicurezza europea è stata garantita dagli Stati Uniti attraverso la NATO. Ma ora gli europei sono più preoccupati per il terrorismo e il flusso di migranti attraverso le loro frontiere che per le minacce poste dagli Stati nazionali.

 Al di là di queste sconnessioni, sarebbe un eufemismo dire che ai presidenti della Commissione europea manca il carisma da quando Jacques Delors ha lasciato l’incarico nel 1995. Cercando di evitare di avere rivali a livello europeo, i politici nazionali hanno costantemente selezionato i leader dell’UE per i loro limiti, piuttosto che per i loro meriti. L’UE è diventata così anonima e astratta.

Le debolezze strutturali dell’UE sono state aggravate dalla campagna elettorale del Parlamento europeo. I dibattiti sul progetto europeo stesso sono stati ampiamente assenti. In Francia, ad esempio, l’elezione è diventata un referendum sul presidente Emmanuel Macron. Il risultato è che le elezioni del Parlamento europeo stanno diventando sempre più l’equivalente delle elezioni nazionali di medio termine. Questa evoluzione è al contempo triste e pericolosa, e senza dubbio spiega perché l’affluenza alle urne è in calo da anni.

Eppure, per ragioni geopolitiche e ideologiche, il resto del mondo guarda all’Europa con il fiato sospeso. L’elezione del Parlamento europeo di quest’anno, dopo tutto, è la più importante dal 1979. Mentre i giovani in Europa guardano altrove, i sostenitori del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e del Presidente russo Vladimir Putin attendono l’esito di queste elezioni capire in che direzione andrà il futuro dell’Europa.

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