LAGARDE nuova strategia per la BCE

in questa nuova strategia ci si aspetta che Christine Lagarde, con gran coraggio, prenda in mano la realizzazione di serie politiche fiscali per dare vita ad una forte crescita dell’economia

L’insediamento del nuovo Presidente della BCE Christine Lagarde ha generato nel mondo economico e finanziario grandi aspettative. Dopo una lunga esperienza al Fondo Monetario Internazionale è pronta a dirigere la BCE, Banca Centrale Europea. Certo è un avvocato e non un’economista, nessun dottorato di economia o esperienza di banchiere centrale, ma le premesse sono buone e gli investitori scommettono che Christine Lagarde si comporterà più o meno come Mario Draghi. Un primo segnale è stato dato dai tassi di interesse che sono scesi a livelli record nei giorni successivi alla sua nomina, un chiaro segno di conferma che segua il suo predecessore, Mario Draghi, e che faccia “tutto il necessario” per proteggere l’euro.

L’avvocato Lagarde navigherà a vista in un momento di economica; la crescita nell’eurozona è rallentata a dismisura, e le banche centrali di Stati Uniti, Giappone ed Europa hanno in gran parte esaurito i loro arsenali di misure di stimolo.

La revisione della strategia della BCE, annunciata da Christine Lagarde, è il primo segnale forte che ci farà capire come intende guidare la BCE, dalla politica monetaria al problema dell’inflazione persistente e alle basse aspettative di crescita economica. Ma in questa nuova strategia ci si aspetta che Christine Lagarde, con gran coraggio, prenda in mano la realizzazione di serie politiche fiscali per dare vita ad una forte crescita dell’economia; certo dovrà essere dotata di particolari capacità diplomatiche, un gran senso politico e molta comprensione per soddisfare le prospettive dei ministri delle finanze e dei leader dei Paesi europei. Secondo il “The New York Times”, che ha seguito molto da vicino la Legarde durante gli otto anni alla guida del Fondo Monetario Internazionale, ci saranno dei momenti molto delicati che la nuova presidente dovrà affrontare. “I momenti più pericolosi per la signora Lagarde, dicono gli analisti, arriveranno quando non potrà contare solo su un testo preparato, e dovrà affrontare i preparatissimi giornalisti finanziari nelle conferenze stampa che seguono le riunioni di politica monetaria del consiglio direttivo della Banca Centrale Europea. Le sessioni sono trasmesse in diretta sul web e i mercati finanziari reagiscono istantaneamente alle sfumature del linguaggio del presidente della banca. Il presidente deve mostrare grande finezza per evitare di inviare segnali falsi”. “Questo è probabilmente vero per ogni persona che si eleva al livello di governatore di una banca centrale – c’è la possibilità di fare un passo falso”, ha detto Edwin M. Truman, specialista in finanza internazionale, in precedenza presso la Federal Reserve e il Tesoro degli Stati Uniti. Replica Truman:”…probabilmente avrà bisogno di imparare un po’ di linguaggio da banca centrale…”.

La strategia della Lagarde dipenderà anche dai consigli economici che riceverà dai suoi consulenti in un momento che secondo il NYT sta perdendo alcune delle sue migliori menti economiche.

“Peter Praet, il capo economista, è partito a maggio dopo un mandato di otto anni. Benoît Cœuré, un membro molto rispettato del consiglio di amministrazione della banca, partirà a dicembre.

Philip Lane rimane l’unico economista tra i sei membri del comitato esecutivo, che stabilisce la politica con gli altri 19 membri del consiglio direttivo.

La sfida, hanno detto altri due economisti che l’hanno osservata da vicino e hanno chiesto di non essere identificati per paura di offendere qualcuno così potente, è se la signora Lagarde ha il know-how economico per riconoscere e sfidare i cattivi consigli che alcune lobby, economisti e finanzieri dell’area euro sono pronti a diffondere.

I sostenitori della signora Lagarde sottolineano che nei suoi otto anni trascorsi alla guida del Fondo Monetario Internazionale I.M.F. ha sicuramente imparato molto. Una delle principali funzioni dell’I.M.F. è quella di monitorare i risultati economici dei paesi membri, e il fondo ha svolto un ruolo cruciale nel prevenire il crollo della Grecia durante la crisi del debito dell’eurozona.

Ma occorre ricordare che l’I.M.F. non ha lo stesso potere della Banca Centrale Europea di determinare il corso dell’economia globale.

“La parte fondamentale della politica monetaria è davvero difficile, ed è qui che dovrà affrontare una curva di apprendimento molto ripida”, ha detto Krishna Guha, capo del team di politica globale e strategia della banca centrale di Evercore ISI, una società multinazionale di grande prestigio che fornisce consulenza alle banche d’investimento.

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