Ennio Morricone, il grande maestro compositore

Lascia scritto prima di morire, con lucidità e grande dignità :“C’è solo una ragione che mi spinge a salutare tutti così e ad avere un funerale in forma privata: non voglio disturbare”

Lo scorso aprile, durante il lockdown dovuto all’emergenza coronavirus, Morricone aveva salutato il pubblico dell’ Accademia Nazionale dicendo:  ”Io credo che la prossima stagione sarà bellissima. Ci vedremo nella grande Sala di Santa Cecilia. Ora, mi raccomando state a casa”.

 Oggi il grande musicista, direttore d’orchestra e compositore di alcune tra le più celebri colonne sonore cinematografiche del Novecento si è spento a Roma dove era ricoverato per le conseguenze di una caduta che gli aveva causato la rottura del femore. Ennio Morricone aveva 91 anni.

In poche ore la stampa internazionale pubblica la notizia dedicando le prime pagine in ricordo di Ennio Morricone .Da Le Figaro al New York Times e al Washington Post, passando per El Pais, El Mundo e il Guardian, “E’ morto il compositore Ennio Morricone, fedele collaboratore di Sergio Leone”, titola in home page Le Figaro. “Il suo nome è senza dubbio il primo a cui si pensa quando si tratta di musica da film”, scrive Robin Cannone nel suo articolo dedicato al “Maestro”. Anche Le Monde dedica uno spazio alto della sua prima pagina sul web a Morricone e lo stesso vale per El Pais: “La sua musica, ancora una volta, continuerà a suonare, quando saranno spariti i titoli di coda”, scrive sul giornale spagnolo Daniel Verdu.

Su El Mundo, che lo aveva intervistato un mese fa, Luis Martinez lo ricorda come “uno dei compositori più versatili della storia del cinema e anche uno dei più influenti del XX secolo”. Il Washington Post titola rendendo omaggio al “compositore italiano che scrisse ‘ah-ee-ah-ee-ah’ de ‘Il buono, il brutto e il cattivo'”. Il “leggendario” Morricone è sul Financial Times, sul New York Times, su Der Spiegel e la notizia della sua morte arriva fino in Medio Oriente rilanciata dalla tv satellitare araba al-Jazeera.

Nel corso della sua lunghissima carriera, cominciata negli anni cinquanta, Morricone ha composto più di 500 melodie per il cinema e per la televisione. Oltre ad aver creato alcune delle più note colonne sonore della storia del cinema, negli anni ’60 lavorò come arrangiatore, lavorando a brani come  “Pinne fucile ed occhiali” e “Guarda come dondolo” di Edoardo Vianello, “Sapore di sale” di Gino Paoli e “Se telefonando” di Mina.

Negli stessi anni cominciò la sua fortunata collaborazione con il regista Sergio Leone, per il quale compose le colonne sonore dei film “Spagnetti-western”. Il primo, nel ’64, fu “Per un pugno di dollari”, al quale seguirono “Per qualche dollaro in più”, “Il buono, il brutto, il cattivo”, C’era una volta il West”, “Giù la testa”, e anni dopo “C’era una volta in America”.

Morricone collaborò anche con molti altri autori tra cui John Carpenter, Brian De Palma, Roland Joffé, Oliver Stone e titoli come “Gli intoccabili” o “Mission”. In Italia lavorò fianco a fianco con Elio Petri, per cui Morricone inventò i suoni di “Indagine su un cittadino”,  e Gillo Pontecorvo, che scrisse con lui la partitura della “Battaglia di Algeri” che gli ispirò “Queimada” e che sarà tra gli amici più cari fino alla fine.

Morricone vinse due Oscar, uno alla carriera nel 2007 e uno per la miglior colonna sonora del film “The Hateful Eight” di Quentin Tarantino nel 2016. Nel corso della sua carriera ebbe altre cinque candidature per “I giorni del cielo”, “Mission”, “The Untouchables – Gli intoccabili”, “Bugsy” e “Malèna”.

gli atti della sua esistenza”. Lo ha annunciato la famiglia attraverso l’amico e legale Giorgio Assumma. Morricone, si legge nella nota, si è spento “all’alba del 6 luglio in Roma con il conforto della fede”. “C’è solo una ragione che mi spinge a salutare tutti così e ad avere un funerale in forma privata: non voglio disturbare”, ha scritto lo stesso Morricone. Assumma ha aggiunto che il ;aestro “ha conservato sino all’ultimo piena lucidità e grande dignità”.

Il legale ha poi letto il necrologio scritto di suo pugno dal Maestro e ritrovato dalla famiglia. “Io Ennio Morricone sono morto. Lo annuncio così, a tutti gli amici che mi sono stati vicini ed anche a quelli un po’ lontani, che saluto con grande affetto. Impossibile nominarli tutti”.  

Morricone cita “Peppuccio (Giuseppe Tornatore), le sorelle, i figli e i nipoti. “Spero che comprendano quanto li ho amati”, aggiunge per poi riservare l’ultimo pensiero alla moglie Maria. “A Lei rinnovo l’amore straordinario che ci ha tenuto insieme e che mi dispiace abbandonare. – conclude il Maestro -. A Lei il più doloroso addio”.

Oggi Ennio Morricone continuerà a vivere tra di noi con la melodia della sua musica espressione di sensibilità ed amore 

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