Fellini l’intime et la mer

Ciò che è rilevante nel Convegno di Brest è la riflessione degli studiosi che mostrano come l'immagine del mare sia fondamentale e ricorrente nel cinema felliniano.

“Tutta la notte a chiacchierare fitto fitto con Simenon”.

Queste parole di un sogno di Fellini hanno dato il via al grande simposio internazionale dal titolo “Fellini. L’’intime et la mer” che si è svolto recentemente a Brest, in Francia,  presso l’Università di Bretagna Occidentale.  E’ intorno a questa associazione, intimità e mare, che i vari interventi di studiosi provenienti da diverse parti del mondo hanno voluto confrontarsi e riflettere.

L’amicizia tra il regista e lo scrittore Simenon è uno degli aspetti in cui si rileva l’importanza della tematica del mare, sviluppata nel convegno cui hanno partecipano studiosi universitari, artisti, giornalisti e registi che hanno collaborato con il Maestro.

L’intervento di Marina Geat riprende e approfondisce un’idea di intimità tra Fellini e Simenon sviluppata nel suo ultimo libro, edito in lingua francese dalla casa editrice L’Harmattan, dal titolo Simenon et Fellini. Paradoxes et complicités épistolaires,   presentato per la prima volta in Francia

Nel suo intervento La correspondance entre F. Fellini et G. Simenon: un dialogue profond et insondable “comme la mer”, Marina Geat mostra che, tanto per il regista che per lo scrittore, il mare è strettamente legato all’inconscio, fondamento per entrambi della loro visione dell’arte. L’immagine del mare è ricorrente nel rapporto di complicità e fratellanza elettiva di questi due artisti – nella loro intimità – e interviene nei momenti cruciali delle loro esistenze incrociate, agendo attivamente  sulle loro scelte, sulle loro decisioni, e anche sulla loro creazione. L’immagine del mare risulta cosi  una componente essenziale di un linguaggio segreto che hanno mantenuto tra di loro e che, al di là del suo contenuto esplicito, parla direttamente al loro inconscio, esprimendo ciò che è talvolta indicibile.

Simenon e Fellini condividono nella loro corrispondenza un bisogno comune, molto intimo, l’urgenza di rivelare le profondità più recondite di se stessi, con le loro ansie, le ossessioni, le paure, i loro desideri più profondi e lo fanno anche grazie agli strumenti di pensiero e di trasformazione che avevano scoperto nello psicanalista Carl Gustav Jung, un punto di riferimento importante per entrambi  e che Fellini definisce, in una lettera a Simenon,  come “una delle grandi mente dell’umanità”

Sarà quindi il mare di Brest, la porta dell’oceano, ad ospitare questo incontro tra appassionati e studiosi di Fellini, lo stesso mare dove, per il regista italiano, si incontrano mostri e fantasmi.

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