7 Dicembre 2022 8:14
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Patto del Quirinale tornare alla politica  per l’Europa

Patto del Quirinale tornare alla politica  per l’Europa

Per Mattarella il finale del suo mandato ha un contenuto politico importante, un lavoro diplomatico e culturale durato circa cinque anni che ripropone come tornare alla politica  per l’Europa. Mattarella ha voluto ricordare ai due presidenti al suo fianco – Macron e Draghi – che il  “girotondo” è appena iniziato per ricomporre il cerchio di reciprocità e di apprendimento per tutti gli altri Stati di un’Europa sempre in ripartenza. Ancora una volta si è dovuto  tornare  indietro,  per ricordare – ai due e a tutti noi – che c’è un primato della politica in alcuni momenti storici. Occorre sempre tenere presente che il disegno tracciato nel dopoguerra era stato concepito da un approccio politico tra grandi – Shuman, Adenauer, Monnet,, De Gasperi – basato sulla prospettiva di una visione strategica non ancorabile solo ai trattati commerciali e finanziari. Mattarella riprende il discorso del 1950 di Adenauer a Monet per rilanciare l’idea forte di una nuova economia, capace di leggere la storia passata e di proporre una storia credibile di politica economica lungimirante, con l’obiettivo di sanare le principali conseguenze della globalizzazione miope, a partire dal tema sanitario globale e dalla disuguaglianza nell’accesso ai diritti universali.

Ma allontanare la visione delle banche centrali  a favore del rilancio del ruolo degli Stati in concordia – a cui a fatto riferimento Draghi a proposito delle disuguaglianze – non è un’impresa facile. Siamo in una fase transitoria in cui si cammina a fatica verso soluzioni condivise a livello globale, basta analizzare le difficoltà del Cop26.

Facciamo un breve elenco per capire la dimensione dei temi: vuoto di leadership su pandemia ed inflazione; poca reciprocità nell’Europa che verrà; elezioni in Francia  ed Italia con esito incerto; la Germania troverà facilmente un nuovo patto tra partiti in crescita?; politica monetaria complessa, con risalita dei tassi di interesse per più ragioni; Animal Spirits sempre in agguato (Animal spirits è un termine utilizzato in campo economico per indicare quella spinta, talvolta imprevedibile, degli imprenditori e della finanza); nuovo patto di stabilità con regole precise sul rapporto deficit/Pil oltre il 3% e quello tra debito e Pil intorno al 100%,  con maggiore tolleranza verso il finanziamento delle spese per investimenti; nuovo patto per l’immigrazione,   una maggiore attenzione ai flussi di talenti europei in tutte le classi professionali; il passaggio dell’Europa dai secoli in cui era il continente giovane ai secoli in cui sarà il continente vecchio.

E allora? Allora siamo punto e a capo sui temi del dopoguerra: quali soluzioni per un problema così grande che si ripropone come quello dell’unione tra i popoli e tra le economie delle vecchie nazioni, che non riescono a mettere la vela giusta per uscire dalla probabile nuova burrasca in arrivo?

Mi fermo e mi accorgo che riscrivo quanto già scritto nel 1993 – per i saggi tascabili Laterza su Dove va l’economia italiana, a cura di Jader Jacobelli – quando c’era il governo Amato: inflazione e tassi di interesse alti, debito fuori controllo e nessuno aveva ribadito l’importanza di rileggere il trattato di Maastricht per capirci di più ed andare oltre. Il “libro bianco” di Jacques Delors – presentato dalla Commissione europea, appunto, nel dicembre del 1993 – era il contributo più autorevole proposto alle istituzioni comunitarie per affrontare la più grave emergenza fino a quel momento.

E’ ancora una lettura utile?

di Pasquale Persico

Alcuni cenni bibliografici 

Premio S: Vincent per l’Economia 1981, Consultant OCDE Parigi per scienze e tecnologia, Research Scholar  alla London School of Economomics, Ordinario di Economia politica. Per  più mandati ,  Direttore del Dipartimento di Scienze economiche,  Università di Salerno e presidente del Senato della ricerca. Ha insegnato in più Università tra cui Napoli, Roma, Bari e Cosenza. Studi di economia del lavoro, economia politica , politica economica ed economia applicata. Attualmente è Strategic Advisor CUGRI, centro di ricerca sul rischio di Unisa ed Unina, e Referee di agenzia del terremoto Emilia Romagna per bilancio sociale del decennale; direttore di più collane di ricerca e studi , tra cui La città e l’altra città in tandem con Maria Cristina Treu,  e per la Fondazione Morra la collana Credenze , dove ha pubblicato nel 2020 il libro Il sogno di una civiltà plurale, ed Fondazione Morra.

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