3 Febbraio 2023 13:37
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Woody Allen smentisce l’addio al cinema

Woody Allen smentisce l’addio al cinema

Woody Allen smentisce con fermezza, in un comunicato,  quanto pubblicato da un giornale spagnolo :” Non ho mai detto che mi ritiro e che non ho al momento intenzione di andare in pensione, sono molto eccitato di essere a Parigi a girare il mio nuovo film , che sarà il 50esimo della mia carriera. “

L’equivoco sembra essere nato da una frase del regista al giornale ‘La Vanguardia’. A proposito del film ‘Wasp 22’, Woody avrebbe detto: “La mia idea, in linea di principio, è di non fare più film e concentrarmi nella scrittura”.    

Non è la prima volta che Woody Allen esprime pensieri di questo tenore. A fine giugno, in una conversazione video su Instagram con Alec Baldwin, il regista aveva detto che girare film non gli piaceva più “ora che non si esce più nelle sale”. L’obiettivo dell’attore era stato allora la promozione di ‘Zero Gravity’, l’ultima raccolta di racconti pubblicata negli Usa da Skyhorse, una casa editrice specializzata in autori “difficili”. Composto di brani scritti anni fa per il settimanale ‘New Yorker’ e altri durante la pandemia, il volume in Italia è uscito con “La Nave di Teseo”, ma negli Stati Uniti era stato virtualmente ignorato. Più o meno come ‘Rifkin’s Festival’, il film n. 49 di Woody Allen, che aveva fatto tonfo a fine gennaio durante una presenza lampo nelle sale americane.

Woody Allen, con i suoi 86 anni oggi ed oltre 50 lungometraggi, ha influenzato l’immaginario di molti spettatori, portandoli nella Grande Mela intrisa delle sue idee politiche, religiose, culturali e artistiche.

Regista prolifico: quasi un film all’anno, è anche attore, sceneggiatore, commediografo e musicista.

Amante del Jazz, Allen, a partire dagli anni ’70, è il clarinettista della ‘New Orleans Jazz Band’ con cui si esibisce i lunedì sera al ‘Cafè Carlyle di Manhattan’, un piccolo locale sempre preso d’assalto dai suoi fan, soprattutto europei.

Il regista, vincitore di Premi Oscar, Goya, Golden Globe, Festival del Cinema di Venezia, Cannes e Berlino, aveva iniziato come autore televisivo, diventando una delle penne più raffinate del piccolo schermo americano. Il suo passaggio al Cinema, inizialmente, aveva risentito dello stile comico televisivo, generando film slapstick (commedia inverosimile).

Il punto di svolta arriva nel 1977, con ‘Io e Annie’: la commedia sentimentale, vincitrice di quattro premi Oscar, considerata dalla critica il suo capolavoro.

Da quel momento in poi, Allen segna la storia del Cinema con i suoi racconti ironici, spesso nichilisti, che propone come chiave per offrire la sua visione del mondo e della vita, permeata di incursioni di fede ebraica e psicoanalitiche.

Appassionato anche di letteratura e filosofia, di Allen possiamo dire che i suoi 86 anni sono fatti di arte, ma anche di una vita privata turbolente e discussa, scossa dalla fine del suo secondo matrimonio, quello con Mia Farrow, a causa dell’amore sbocciato con Soon Yi, loro figlia adottiva, e dalle accuse di violenza sessuale.

Son state proprio tali accuse a scatenargli contro il movimento #MeToo (quello promosso da personaggi dello spettacolo vittime di molestie sessuali) e molti attori, e a causare la scelta di Amazon Studios di non onorare un contratto con lui che, nonostante tutto, continua a far film “per non invecchiare”, stando alle sue parole.

E’, infatti, già pronta una nuova sceneggiatura “da realizzare a Parigi”, come ha dichiarato durante la presentazione del suo ultimo film, ‘Rifkin’s Festival’, uscito nel 2021.

A Parigi? Sì. Una delle tre città preferite dal regista, già scenario di ‘Midnight in Paris’, del 2011, perché “Adoro la città, non mi piace la campagna. Fuori da New York ci sono solo due città al mondo dove mi sento a casa: una è Venezia, l’altra è Parigi”.

 

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