7 Dicembre 2022 7:46
HomePrimo PianoDove va la Cina nei prossimi cinque anni ?

Dove va la Cina nei prossimi cinque anni ?

Dove va la Cina nei prossimi cinque anni ?

Dove va la Cina nei prossimi cinque anni ?

È in corso il congresso del Partito Comunista Cinese. Qualunque cambiamento al Congresso potrebbe riflettere differenze di stile, ma non di sostanza.

Il Congresso che si è aperto domenica 12 ottobre e durerà una settimana, riconfermerà quasi certamente al potere Xi Jinping, riaffermando le sue politiche per i prossimi cinque anni e elevando ulteriormente il suo status come uno dei leader più potenti nella storia della Cina moderna.

Gli occhi del mondo sono puntati su Pechino, dove si svolge in questi giorni il XX Congresso nazionale del Partito comunista cinese. Xi Jinping si avvia ad essere riconfermato per i prossimi cinque anni. Resterà con ogni probabilità al potere, nonostante abbia superato il 68 anni, età in cui gli alti funzionari vanno in pensione. Nella sua qualità di Segretario generale del Partito comunista, con più di 96 milioni di membri, Xi va verso il terzo mandato come leader indiscusso, che avrà il controllo del Partito, dello Stato e dell’esercito. Sarà dunque, ancor di più di quanto non lo sia oggi, uno degli uomini più potenti della storia moderna della Cina, e di conseguenza del mondo.

Cina.XX Congresso del Partito Comunista

Dall’inizio del suo mandato, nel 2012, Xi ha riorientato la Cina sia a livello nazionale che internazionale. Sul piano militare, sono stati rivendicati i territori contesi; sul piano diplomatico, è stata intessuta una fitta tela di relazioni e di influenze, più ampia e incisiva che in passato. All’interno della Cina, Xi Jinping ha rafforzato il controllo statale sull’economia e sulla società, ampliando la censura e il ricorso agli arresti per soffocare il dissenso. Una repressione senza precedenti della corruzione ha fatto cadere centinaia di alti funzionari, inclusi alcuni potenziali rivali politici.

Qualunque cambiamento al Congresso potrebbe riflettere differenze di stile, ma non di sostanza. Così è per l’emendamento alla costituzione all’ordine del giorno questa settimana. Nessun dettaglio è stato divulgato, ma gli analisti affermano che è mirato ad aumentare ulteriormente lo status di Xi nel partito.

È consuetudine che il nome della massima leadership per i prossimi cinque anni sia rivelato il giorno dopo la chiusura del Congresso, unitamente al gruppo ristretto del Comitato permanente del Politburo che verrà identificato per la prima volta quando sfilerà sul palco. Il terzo mandato di Xi per i prossimi 5 anni è praticamente certo, annullando nei fatti l’accordo non scritto in vigore finora, secondo il quale il leader del Partito debba dimettersi dopo due mandati. Le figure degli altri uomini nominati nel Comitato permanente, che attualmente conta sette membri, potrebbero offrire indizi sulla direzione futura della politica di Xi. Le previsioni sono che riempia il comitato di “lealisti”. Gli analisti si chiedono comunque se la crisi economica cinese lo costringerà a moderare il suo entusiasmo per un’economia statale, convincendolo a includere sostenitori di un approccio più orientato al mercato.

Era possibile cogliere un segnale che Xi stesse preparando un terzo mandato sin dal 2017, quando non è stato scelto nessun successore per l’attuale Comitato permanente. Se ciò accadesse di nuovo nell’attuale Congresso del 2022, si potrebbe pensare che Xi Jinping pianifichi per sé un soggiorno al potere ancora più lungo.

Il PCC viene attualmente considerato il partito “personale” di Xi. Il grande interrogativo ora è quali possano essere i fattori che rischierebbero di turbare gli equilibri della Cina nel prosieguo di questo decennio, e anche oltre. La visione autoritaria, tecnocratica e nazionalista di Xi per la Cina è strettamente legata alla sua stessa personalità. Tuttavia, in quanto autodefinitosi “marxisista del ventunesimo secolo”, Xi Jinping potrebbe essere lui stesso il primo a sottolineare che ampie forze sociali e storiche avranno un effetto maggiore che mai sulla Cina nel prossimo decennio, rispetto a qualsiasi decisione, anche dei politici più potenti.

Share With:
No Comments

Leave A Comment