Il demonio secondo Papa Francesco

Dopo la polemica sulla esistenza dell’inferno emersa dalla pubblicazione di una “non” intervista al papa Francesco da parte di Eugenio Scalfari nell’esortazione apostolica Gaudete et Exsultate, la Chiesa parla di cosa intende per demonio la religione

Il demonio “non è un mito, una rappresentazione, un simbolo, una figura o un’idea”. Papa Francesco, nell’esortazione apostolica Gaudete et Exsultate, mette in guardia dall'”inganno” del demonio.

S. Botticelli, L’Inferno dantesco (XV sec.)

“Non ammetteremo l’esistenza del diavolo se ci ostiniamo a guardare la vita solo con criteri empirici e senza una prospettiva soprannaturale. Proprio la convinzione che questo potere maligno è in mezzo a noi, è ciò che ci permette di capire perché a volte il male ha tanta forza distruttiva”, sottolinea il Pontefice che spiega come questo inganno ci porti “ad abbassare la guardia, a trascurarci e a rimanere più esposti”.

Il demonio “non ha bisogno di possederci”, ribadisce Francesco. “Ci avvelena con l’odio, con la tristezza, con l’invidia, con i vizi. E così, mentre riduciamo le difese, lui ne approfitta per distruggere la nostra vita, le nostre famiglie e le nostre comunità”. E il Papa ammonisce: “è molto difficile lottare contro la propria concupiscenza e contro le insidie e tentazioni del demonio e del mondo egoista se siamo isolati. È tale il bombardamento che ci seduce che, se siamo troppo soli, facilmente perdiamo il senso della realtà, la chiarezza interiore, e soccombiamo”.”Già più volte”, scrive La Stampa, nel corso del pontificato, “Papa Bergoglio ha parlato del demonio e della sua azione”. Ora nell’esortazione torna a farlo in modo ancora più sistematico. “Nel paragrafo 159 Francesco afferma che il cammino quotidiano sulla via della santità non si riduce solamente a ‘un combattimento contro il mondo e la mentalità mondana, che ci inganna, ci intontisce e ci rende mediocri, senza impegno e senza gioia. Nemmeno si riduce a una lotta contro la propria fragilità e le proprie inclinazioni (ognuno ha la sua: la pigrizia, la lussuria, l’invidia, le gelosie, e così via). È anche una lotta costante contro il diavolo, che è il principe del male. Gesù stesso festeggia le nostre vittorie. Si rallegrava – scrive il Papa – quando i suoi discepoli riuscivano a progredire nell’annuncio del Vangelo, superando l’opposizione del Maligno, ed esultava: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore (Lc 10,18)’.

“In molte circostanze il papa è stato accusato di aver messo da parte la battaglia di Benedetto XVI “contro” il relativismo e la secolarizzazione”, spiega Il Giornale. “Specie in Europa, dove molti continuano a mettere in discussione le priorità promosse da questo pontificato e l’approccio ai temi bioetici, che risulterebbe meno marcato rispetto a quello del teologo tedesco. Papa Francesco, attraverso questa terza esortazione apostolica, sembra aver voluto rispondere a chi, nel corso di questi cinque anni, ha parlato di “discontinuità” tra i due pontificati e di Bergoglio come un papa “di sinistra”.

 

 

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