Fellini l’intime e la mer

Ciò che è rilevante nel Convegno di Brest è la riflessione degli studiosi che mostrano come l'immagine del mare sia fondamentale e ricorrente nel cinema felliniano.

“Tutta la notte a chiacchierare fitto fitto con Simenon”.

Queste parole di un sogno di Fellini daranno il via al grande simposio internazionale dal titolo “Fellini. L’’intime et la mer” che si svolgerà a Brest, in Francia, dal 17 al 18 giugno presso l’Università di Bretagna Occidentale.  E’ intorno a questa associazione, intimità e mare, che i vari interventi di studiosi provenienti da diverse parti del mondo cercheranno di riflettere e confrontarsi.

L’amicizia tra il regista e lo scrittore Simenon è uno degli aspetti in cui si rileva l’importanza della tematica del mare, sviluppata nel convegno cui partecipano studiosi universitari, artisti, giornalisti e registi che hanno collaborato con il Maestro.

L’intervento di Marina Geat riprende e approfondisce un’idea di intimità tra Fellini e Simenon sviluppata nel suo ultimo libro, edito dalla casa editrice francese L’Harmattan, dal titolo Simenon et Fellini. Paradoxes et complicités épistolaires, che verrà presentato per la prima volta a Brest

Nel suo intervento La correspondance entre F. Fellini et G. Simenon: un dialogue profond et insondable “comme la mer”, Marina Geat mostra che, tanto per il regista che per lo scrittore, il mare è strettamente legato all’inconscio, fondamento per entrambi della loro visione dell’arte. L’immagine del mare è ricorrente nel rapporto di complicità e fratellanza elettiva di questi due artisti – nella loro intimità – e interviene nei momenti cruciali delle loro esistenze incrociate, agendo attivamente  sulle loro scelte, sulle loro decisioni, e anche sulla loro creazione. L’immagine del mare risulta cosi  una componente essenziale di un linguaggio segreto che hanno mantenuto tra di loro e che, al di là del suo contenuto esplicito, parla direttamente al loro inconscio, esprimendo ciò che è talvolta indicibile.

Simenon e Fellini condividono nella loro corrispondenza un bisogno comune, molto intimo, l’urgenza di rivelare le profondità più recondite di se stessi, con le loro ansie, le ossessioni, le paure, i loro desideri più profondi e lo fanno anche grazie agli strumenti di pensiero e di trasformazione che avevano scoperto nello psicanalista Carl Gustav Jung, un punto di riferimento importante per entrambi  e che Fellini definisce, in una lettera a Simenon,  come “una delle grandi mente dell’umanità”

Sarà quindi il mare di Brest, la porta dell’oceano, ad ospitare questo incontro tra appassionati e studiosi di Fellini, lo stesso mare dove, per il regista, si incontrano mostri e fantasmi.

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